Sabato 6 giugno i dipendenti di Ikea delle due sedi di Roma hanno scioperato contro la disdetta unilaterale dei contratti integrativi aziendali da parte del colosso svedese. "Si tratta di tagli importanti della retribuzione dei lavoratori che causerà la perdita di quasi 200 euro netti in busta paga. E stiamo parlando di stipendi già al limite del vivere dignitoso”.

 

Gli integrativi previsti finora che i vertici Ikea (151.000 lavoratori e fatturato annuale di 29 miliardi, con 21 punti vendita in Italia e 6587 occupati) hanno deciso di tagliare lo scorso 29 maggio senza neppure consultare i sindacati riguardano in particolare le maggiori domenicali, le integrazioni sull’indennità di malattia e i buoni pasto.

I lavoratori Flaica hanno avuto anche un motivo in più per scioperare. All’interno di Ikea la democrazia è imbavagliata. Non è infatti permesso di effettuare le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori da parte di Cgil, Cisl e Uil e i nostri iscritti sono stanchi di non avere voce in capitolo in azienda pure essendo molto rappresentanti. E’ un peccato che aziende importanti a livello mondiale come è Ikea solo in Italia non consentano ai lavoratori di eleggere direttamente i loro rappresentanti sindacali, invece di accontentarsi di nomine burocratiche dettate dalle gerarchie sindacali. Durante lo sciopero i dipendenti della Flaica hanno organizzato un presidio davanti all'ingresso della sede Ikea di via Anagnina.