La nebbia che si sta accumulando o facendo accumulare volontariamente attorno ad Agecontrol, l’Agenzia istituita dalla Comunità Europea nel 1985 che si occupa dei controlli di conformità alle norme di commercializzazione nel settore degli ortofrutticoli freschi ai sensi della legge n.71/2005, si va facendo sempre più fitta. In attesa di conoscere il proprio futuro lavorativo e di una risposta alla lettera con richiesta di chiarimenti inviata ormai prima dell’estate al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, i lavoratori temono di veder andare in fumo anche parte del proprio tfr.

“Siamo venuti a conoscenza – dice il segretario provinciale della Flaica, Giancarlo Desiderati - della circostanza che sarebbe stato risolto il contratto in essere con le Assicurazioni Generali relativo alla gestione ed investimento del tfr dei dipendenti. A oggi, i nostri iscritti ci riferiscono di non aver avuto ancora alcuna comunicazione in tal senso nonostante le richieste effettuate per le vie brevi. Ci è noto che all'ultima riunione sindacale avvenuta con CgIl, Cisl e Uil la circostanza sarebbe stata confermata dagli stessi rappresentanti sindacali aziendali.  Riteniamo necessario peraltro, anche al fine di prevenire contenziosi, che venga fatta definitivamente chiarezza in merito alla gestione del tfr che è stata operata sinora senza fornire le dovute informazioni e rendicontazioni ai dipendenti. Abbiamo perciò richiesto – aggiunge Desiderati - un incontro ai vertici aziendali affinchè si faccia chiarezza quantomeno su questa problematica”.

La situazione di Agecontrol appare sempre più paradossale. L’azienda, che di fatto si occupa di controllare la qualità e la provenienza della frutta e della verdura fresche che finiscono sulle tavole degli italiani, è oggetto da tempo di una proposta di riforma nella quale si parla genericamente di  ‘razionalizzazione o soppressione’, sostantivi che hanno ovviamente sul presente e sul futuro del personale dipendente un grosso impatto professionale e psicologico. I lavoratori supportati dalla Flaica, in più occasioni anche attraverso incontri con parlamentari appartenenti ai diversi schieramenti politici, hanno denunciato episodi e situazioni che contribuiscono allo sperpero di denaro pubblico e che costituiscono ‘mala gestione’ che non fa bene né all'agricoltura italiana né alla tanto decantata spending rewiev, né alla professionalità dei dipendenti. Tra questi, i dipendenti ricordano: “la pessima gestione del personale e le ingiustificate disparità di trattamento, l'assunzione di dirigenti non qualificati; gli altissimi compensi per consulenze inutili e gli affitti esorbitanti anche per sedi mai utilizzate”. Una situazione che ha portato Agecontrol ad una gestione disastrosa, ma l'Agenzia potrebbe ancora essere rilanciata.

“Stiamo parlando – conclude Desiderati – di personale altamente qualificato, di professionisti, grazie ai quali solo nel 2014 sono stati effettuati 80mila controlli - oltre 200 al giorno- per garantire che in commercio ci fosse solo cibo sicuro. Ora per loro oltre al danno, se le voci che circolano in azienda fossero confermate, si prospetterebbe anche la beffa del tfr a rischio. Davvero troppo”.